Presto a Parma sarà aperto un centro rieducativo per bambini autistici, ispirato agli studi dei neuroni specchio dell'equipe internazionale di Giacomo Rizzolatti.
Era il 1996 quando Rizzolatti e tre studenti annunciarono la scoperta di quella che si è rivelata l'idea più innovativa delle neuroscienze degli ultimi decenni: i neuroni specchio, ovvero il meccanismo che ci consente di comprendere e condividere le emozioni altrui. Il motivo per cui proviamo compassione o ci emozioniamo davanti a un film. Ma anche l'anello della catena che si spezza in un bambino colpito da autismo. Un gesto banale come allungare la mano per porgere una mela è colmo di mille possibili significati, spiega Rizzolatti. Le persone normali riescono a coglierne molti, se non tutti. Un bambino autistico invece si blocca alla prima interpretazione. Per lui, se afferro una tazza è solo per bere. Non esistono altre intenzioni, come donare, spostare o lavare. Il mondo delle emozioni e delle intenzioni altrui è precluso a chi è colpito da questa sindrome e il ventaglio dei significati di un gesto è ripiegato in un'unica interpretazione.
"Ma noi crediamo- corregge Rizzolatti- che si tratti di un meccanismo solo inceppato, non rotto per sempre". Per rieducare i neuroni specchio e insegnar loro a parlare con il sistema motorio a Parma pensano di usare i videogiochi. "La Wii è perfetta- spiega il professore-. Perchè coinvolge il sistema motorio e non prevede l'interazione con gli altri, un ostacolo per i bambini autistici. Con questo metodo possiamo forse correggere uno dei difetti della malattia: l'incapacità di legare intenzione e movimento. Vogliamo rieducare i neuroni specchio a dialogare con i neuroni del sistema motorio. Crediamo infatti che le cellule siano intatte, e a funzionare male siano solo le sinapsi, cioè le loro connessioni".
| fonte: | Repubblicaparma.it |
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| creato: | giovedì 25 febbraio 2010 |
| modificato: | giovedì 25 febbraio 2010 |